TEST PER DIAGNOSTICARE LA FIBROMIALGIA

Abbiamo già detto e scritto che se esistesse un’analisi del sangue capace di diagnosticare la fibromialgia come si diagnostica, per esempio, l’anemia, ci risparmieremmo gran parte delle peregrinazioni da un medico all’altro, da una struttura sanitaria all’altra e molti anni di snervante incertezza sulla natura dei nostri sintomi, nonché il fastidio e la rabbia di essere etichettate come malate mentali e ipocondriache. Avremmo anche meno di difficoltà ad ottenere il riconoscimento della FM come portatori di una mala a invalidante.
E’ però anche vero che, via via che i medici comprendono che la fibromialgia è una condizione reale come noi pazienti abbiamo sempre sostenuto, trovare un test diagnostico definitivo è diventato il rompicapo di molti ricercatori e case farmaceutiche; queste ultime, ricordiamolo, non sono solo e sempre “big pharma”, e mi assumo consapevolmente le mie responsabilità nel ricordarlo, ovvero le grandi case farmaceutiche che tramano per renderci vittime dei loro infiniti appetiti, ma sono anche i soggetti che investono di più nella ricerca scientifica poiché sperano che i risultati raggiunti aumenteranno i loro profitti. Per fortuna, ciò coincide spesso con il nostro interesse a scoprire nuovi e più efficaci trattamenti, con i minori effetti collaterali possibili. Tuttavia gli esperti ritengono che nei prossimi 5-10 anni sarà disponibile un test certo e risolutivo, motivo per cui è necessario non rinunciare mai ad aggiornamenti sul tema, sebbene possano risultare di scarso impatto immediato.

Per saperne di più leggi l’ultimo numero del primo magazine in Italia interamente dedicato alla fibromialgia:
www.fibromialgiamagazine.it

Marina Pirazz

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